Spettacolo teatrale “Vedrai Vedrai”

- La sceneggiatura
- Quando ho assistito allo spettacolo?
- Riflessioni scaturite dalla visione dello spettacolo
- Esperienze personali associabili a ciò che ho visto durante lo spettacolo
- Estratto dello spettacolo
La sceneggiatura
La sceneggiatura dello spettacolo “Vedrai, vedrai”, prodotto dal Teatro Due Mondi di Faenza, non segue i canoni del testo teatrale tradizionale con una trama lineare e personaggi fittizi. Si configura, piuttosto, come un “montaggio di materiali”.
La scrittura attinge direttamente alla realtà: è il risultato di un meticoloso lavoro di ricerca che ha raccolto e rielaborato artisticamente testimonianze dirette di donne vittime di violenza, dati sociologici e spunti di riflessione tratti dal dibattito pubblico sulla discriminazione di genere. La struttura è volutamente frammentaria ed evocativa, pensata per essere integrata con altri linguaggi scenici (musica, luci, performance fisica).
Quando e come ho assistito allo spettacolo?

Ho assistito a questo spettacolo teatrale giovedì 27 novembre, insieme alla mia classe al teatro Masini di Faenza.
Siamo arrivati a Teatro e ci hanno fatti accomodare nei palchi in alto.
Lo spettacolo è iniziato subito e mi ha colpito molto il fatto che non abbiano usato molte parole, ma il messaggio trasmesso è stato lo stesso molto chiaro grazie all’uso di gesti espliciti riguardanti il tema della violenza sulle donne.

Riflessioni scaturite della visione dello spettacolo
Il tema dello spettacolo era la violenza sulle donne.
Non c’era la solita trama con l’inizio e la fine. Era un flusso di voci, di sguardi, di silenzi molto importanti. La cosa che mi ha colpito di più è stata la normalità di certe situazioni raccontate. Non si parlava solo del mostro cattivo che picchia, ma di quelle micro-violenze quotidiane, di quelle parole che ti fanno sentire sbagliata, di quel controllo invisibile che piano piano ti soffoca. Mi sono ritrovata a pensare a quante volte, magari per scherzo o per abitudine le donne subiscono tutto ciò, oppure personalmente mi ha fatta ricordare molti racconti fatti da mia nonna, di quando durante la sua adolescenza subiva in modo ricorrente violenza soprattutto nel posto di lavoro. Ho riflettuto molto fatto che minimizziamo certi atteggiamenti, o li abbiamo subiti senza neanche rendercene conto.
Esperienze personali associabili a ciò che ho visto durante lo spettacolo
Io come esperienze personali non ne ho molte perfortuna. Però mi è solo stato detto qualche volta il fatto che certi tipi di lavori erano adatti solo agli uomini e che fosse giusto pagare più gli uomini rispetto alle donne per via della loro maggiore forza fisica.
Ovviamente io non sono per niente d’accordo su questo e penso che alle donne debba essere riconosciuto il loro lavoro in maniera identica a quella degli uomini.
Per quanto riguarda mia nonna invece lei per tutta la sua infanzia e adolescenza ha subito violenze.
Mi ha raccontato un episodio della sua infanzia, dove mi racconta di un padre molto autoritario e violento. Lei insieme alle sue sorelle non andavano a scuola e dovevano sempre stare chiuse in casa a pulire e sistemare, per far trovare al padre tutta la casa impeccabile al suo rientro.
Mentre quando ha raggiunto l’adolescenza, ovvero l’età giusta, secondo suo padre, per andare a lavorare la mandarono nei campi a raccogliere frutta e verdura.
Lei si spaccava la schiena per 12 ore al giorno, uscendo di casa all’alba e ritornando al tramonto, per pochissime lire, che poi ovviamente avrebbe dovuto dare a suo padre.